"Se non ti piacciono le risposte allora non fare domande"
Asya Kazanci
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· “ZATŌICHI” di Kitano Takeshi (2003): in questo film, Kitano riprende a suo modo il genere del jidaigeki, il film storico in costume tipico della cinematografia giapponese. è la rilettura del mito nipponico di Zatoichi, massaggiatore cieco vagabondo che grazie alla sua maestria con la spada, aiuta vari personaggi che incontra sul suo cammino. Premiato col Leone d’Oro alla Regia al Festival del Cinema di Venezia 2003.
· “LA CITTA’ INCANTATA” di Miyazaki Hayao (2001): Primo anime a ricevere il Premio Oscar come Miglior Film d’Animazione nel 2003, è stato anche Orso d’Oro al Festival di Berlino 2002. Questo lungometraggio è una lunga e delicata favola su semplicità d’animo, amicizia, coraggio e amore, dove ciò che risalta maggiormente è la forza dell’altruismo della bambina protagonista, armata solo della sua forza di volontà e della sua bontà d’animo, con le quali riuscirà ad uscire dalla città incantata in cui si trova magicamente intrappolata, è che è l’immagine attraverso cui il regista rappresenta il mondo moderno, superficiale, colorato ma pieno di lucenti inganni.
· “IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL”, di Miyazaki Hayao (2004): è con questo lungometraggio, presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2005, che Miyazaki ottiene il Leone d’Oro alla Carriera. Liberamente tratto dal romanzo di Diana Wynne Jones, questo film ha un’ambientazione europea in un tempo non ben definito, dove, accanto al richiamo all’attenzione verso i temi ambientalisti, troviamo anche un’accusa nei confronti di una tecnologia che può rivelarsi fonte di distruzione. Miyazaki ci regala un fil dai toni antimilitaristi, ricco di spunti di riflessione e di divertimento.
· “KAGEMUSHA” di Kurosawa Akira (1980): questo film, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1980, ci racconta la storia di un “guerriero ombra” (questo, all’incirca, il significato della parola giapponese), ovvero un rigante salvato dalla condanna a morte e costretto a sostituire il capo di uno dei potenti clan che punta alla conquista di Ky[cid:image003.png@01CAE231.2953E7C0]to nel Giappone del XVI secolo. Kurosawa ci regala con questo film uno splendido affresco epico del Giappone dell’epoca Sengoku.
· “SŌSEIJI” di Tsukamoto Shin’ya (1999): liberamente ispirato ad un racconto del 1924 di Edogawa Rampo. È stato presentato nella sezione "Cinema del Presente" alla Mostra del Cinema di Venezia.


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